Un Gemina spietato in caccia di punti preziosi per restare aggrappato alle grandi.
Tre punti che diventano fondamentali in questo momento di campionato, in cui ogni partita diventa decisiva per gli obiettivi prefissati di inizio stagione. Il Gemina non può sbagliare, le altre dietro stanno ad un passo e il tram per i playoff non può passare per tutti.
Una squadra che si prepara ad affrontare nell'ostico campo di Sant'Anna i sempre temibili uomini della Santanese. Non sarà facile uscire vittoriosi da un campo sempre ostico per tutte. Ma le motivazioni contano più di tutto.
Per non vedersi allontanare il sogno chiamato PLAY OFF: Santanese VS Gemina Zimella, martedì 1 febbraio ore 21.
Solo per Numeri Uno.
(in contemporanea anche Milan - Lazio, c'è bisogno di punti anche qui).
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sabato 29 gennaio 2011
domenica 7 febbraio 2010
"SFIGHE": 4° e 5° puntata.
A grande richiesta ritorna la nostra RUBRICA satirica! Il 4° episodio riguarda la famosissima partita di Champions Milan-Liverpool di Istanbul. Nel 5° episodio invece una digressione "storica" sulla sfortuna che si abattè sul greco Achille ...ma un Achille molto attuale! Buona visione ragazzi! - Lo staff-
Se vuoi rivedere le altre puntate clicca qui oppure vai ai post più vecchi:
1° puntata: Italia - Argentina (1990)
2° puntata: Italia - Brasile (1994)
3° puntata: Italia - Francia (2000)
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1° puntata: Italia - Argentina (1990)
2° puntata: Italia - Brasile (1994)
3° puntata: Italia - Francia (2000)
martedì 13 ottobre 2009
Come volere essere protagonisti
Ci sono determinati momenti nel ciclo di una squadra di club che spesso si tendono a ricordare con diversi denominativi i quali nella maggior parte dei casi restano scritti nei libri di calcio italiano e nel nostro cuore, per sempre. Col Milan spesso ho associato diverse epoche trionfali con determinati disegni mentali, denominazioni particolari che son rimaste infisse nella mia mente e che non si cancelleranno mai più dai miei libri. Come non ricordare alcune impaginazioni di prime pagine di giornali dopo alcune vittorie, momenti indimenticabili, momenti che fanno parte di un periodo con una serie di conseguimenti importanti, record ottenuti.
Il Gemina Zimella questa volta potrebbe riuscirci in questa impresa. Dopo due vittorie consecutive e il momentaneo primo posto ottenuto (a pari merito con La Favorita e Teonghio) gli uomini di Urbani devono dimostrare che i primi 6 punti non sono tanto una casualità, ma che invece è il risultato di un lavoro che piano piano si sta concretizzando e che non ha intenzione di fermarsi.
E' arrivato il momento di scrivere qualcosa di profondo e duraturo nel tempo. E' arrivato il momento di accedere in quel qualcosa di unico e raro che poi si tende a farlo rimanere infisso nel cuore di questo paese. E' arrivato il momento di dimostrare che questa squadra può dare quel qualcosa in più che mai più si cancellerà perchè resterà per sempre.
Solo così giustamente i nostri campioncini verranno ricordati. E' arrivato il momento di rigare ben dritto continuando a far bene e se si può,
vincere. (video record)
Il Gemina Zimella questa volta potrebbe riuscirci in questa impresa. Dopo due vittorie consecutive e il momentaneo primo posto ottenuto (a pari merito con La Favorita e Teonghio) gli uomini di Urbani devono dimostrare che i primi 6 punti non sono tanto una casualità, ma che invece è il risultato di un lavoro che piano piano si sta concretizzando e che non ha intenzione di fermarsi.
E' arrivato il momento di scrivere qualcosa di profondo e duraturo nel tempo. E' arrivato il momento di accedere in quel qualcosa di unico e raro che poi si tende a farlo rimanere infisso nel cuore di questo paese. E' arrivato il momento di dimostrare che questa squadra può dare quel qualcosa in più che mai più si cancellerà perchè resterà per sempre.
Solo così giustamente i nostri campioncini verranno ricordati. E' arrivato il momento di rigare ben dritto continuando a far bene e se si può,
vincere. (video record)
giovedì 17 settembre 2009
Auguri Marco!
Come quando la tua squadra del cuore segna un gol, come una vittoria importante, come una coppa dalle orecchie grandi alzata, come in quell'attimo in cui non c'è niente di più bello che esprimere la propria gioia con chi ti sta accanto dopo una magia dei nostri eroi preferiti, dopo una rete, una vittoria. Che bello.
Come al pensiero del gioco più bello, come alla soddisfazione dello straordinario dei momenti d'oro, come un passaggio da manuale del calcio, come in una canzone, come con tutta la voce, come fra amici.
Come in questo momento che tu Marco insieme a Lisa state vivendo, il sottoscritto, a nome di tutta la squadra festeggia insieme a Marco la gioia di questo momento unico e raro, condividendo questa unica emozione che con tutta la voce, come dopo un gol, dopo una vittoria si ha l'orgoglio di mostrare a tutti questa immensa felicità.
Auguri Marco.. e a questa tua nuova stagione che inizia...
Federico (pelle)
Come al pensiero del gioco più bello, come alla soddisfazione dello straordinario dei momenti d'oro, come un passaggio da manuale del calcio, come in una canzone, come con tutta la voce, come fra amici.
Come in questo momento che tu Marco insieme a Lisa state vivendo, il sottoscritto, a nome di tutta la squadra festeggia insieme a Marco la gioia di questo momento unico e raro, condividendo questa unica emozione che con tutta la voce, come dopo un gol, dopo una vittoria si ha l'orgoglio di mostrare a tutti questa immensa felicità.
Auguri Marco.. e a questa tua nuova stagione che inizia...
Federico (pelle)
sabato 29 agosto 2009
Aria di Derby
Un Derby strano, diverso, inusuale visto che si gioca col caldo, ma di intensità grandissima. Quest'anno forse anche di più. Alcuni sono ancora in spiaggia a prendersi il sole, o saranno di ritorno dalle ferie. Ma il campionato che tradizionalmente parte di norma quando l'estate finisce, quest'anno ha anticipato tutti e ci costringe alla seconda giornata oltretutto ad essere già in clima derby.
E che clima visto il caldo! Infuocato!
Un Derby mai così derby. Da una parte c'è una società, il Milan, che deve dimostrare che non è cambiato poi niente da quando si vincevano, i Derby, e dall'altra l'Inter che deve dimostrare chi è la più forte. Berlusconi e la sua prerogativa del bel giuoco contro Moratti e la sua imprenscendibile voglia di essere la prima squadra di Milano. I due presidenti che provano a fare pure gli allenatori in certe circostanze. Due presidenti che stasera non si perderanno per nessuna ragione al mondo questo spettacolare Derby.
Ma se non sarà più Kaka contro Ibrahimovich, saranno i "nuovi" (si fa per dire) Leonardo contro Mourihno(loro sì i veri allenatori), Pato contro Eto'o, Ronaldihno contro gli altri brasiliani, per ritornare ad essere dei numero uno. Per tornare ad essere primi in tutti i sensi, primi in classifica e staccare già alla seconda giornata l'Inter (Il Milan)e chiarire chi è la più forte al momento (l'Inter).
Sarà il derby dell'estate 09, sarà il derby del riscatto, il derby dei pochi soldi spesi da una parte (il Milan) e dei tanti soldi sempre spesi da Babbo di ferragosto Moratti che per accontentare i suoi allenatori spende fuoco e fiamme. Sperando che i polli non si brucino invece stasera, sarà il derby che accenderà invece i cuori dei tanti tifosi amanti del calcio.
E se anche molti sono ancora in vacanza, di sicuro non riusciranno a staccarsi da radioline e televisori che faranno si da protagonosti facendo rimbombare la parola tanto attesa da tutti e che non è altro il "gol" di tutti.
I gol da derby.
E che clima visto il caldo! Infuocato!
Un Derby mai così derby. Da una parte c'è una società, il Milan, che deve dimostrare che non è cambiato poi niente da quando si vincevano, i Derby, e dall'altra l'Inter che deve dimostrare chi è la più forte. Berlusconi e la sua prerogativa del bel giuoco contro Moratti e la sua imprenscendibile voglia di essere la prima squadra di Milano. I due presidenti che provano a fare pure gli allenatori in certe circostanze. Due presidenti che stasera non si perderanno per nessuna ragione al mondo questo spettacolare Derby.
Ma se non sarà più Kaka contro Ibrahimovich, saranno i "nuovi" (si fa per dire) Leonardo contro Mourihno(loro sì i veri allenatori), Pato contro Eto'o, Ronaldihno contro gli altri brasiliani, per ritornare ad essere dei numero uno. Per tornare ad essere primi in tutti i sensi, primi in classifica e staccare già alla seconda giornata l'Inter (Il Milan)e chiarire chi è la più forte al momento (l'Inter).
Sarà il derby dell'estate 09, sarà il derby del riscatto, il derby dei pochi soldi spesi da una parte (il Milan) e dei tanti soldi sempre spesi da Babbo di ferragosto Moratti che per accontentare i suoi allenatori spende fuoco e fiamme. Sperando che i polli non si brucino invece stasera, sarà il derby che accenderà invece i cuori dei tanti tifosi amanti del calcio.
E se anche molti sono ancora in vacanza, di sicuro non riusciranno a staccarsi da radioline e televisori che faranno si da protagonosti facendo rimbombare la parola tanto attesa da tutti e che non è altro il "gol" di tutti.
I gol da derby.
giovedì 27 agosto 2009
Arie di sfide
L'urna a Nyon per i sorteggi dei gironi di Champions League riserva anche quest'anno tante coincidente e tante belle sorprese! Aria di Ex per entrambe le milanesi, Inter e Milan ritrovano i loro ex beniamini Ibra e Kaka. La Fiorentina dovrà rivedersela con il Lione che l'anno scorso scacciò la viola fuori dalla competizione europea. Turno più abbordabile per la Juve e per Diego che ritrova una tedesca.
Dicevamo: I rossoneri, inseriti nel gruppo C, incontreranno l’ex Kakà! stesse emozioni per i cugini che andranno ad affrontare i campioni d’Europa, caricati dall’arrivo di Zlatan Ibrahimovic!. Urna leggermente più benevola nel proseguo del sorteggio: i rossoneri se la vedranno con l’Olimpique Marsiglia e lo Zurigo, mentre i nerazzurri con la Dinamo Kiev e il Rubin Kazan.
Girone agrodolce per la Juventus, dovendo affrontare l’ambizioso Bayern Monaco, il Bordeaux e il Maccabi Haifa. Anche alla Fiorentina non è andata meglio: inserita nel gruppo E se la vedrà con Liverpool, Lione e Debreceni.
GRUPPO A - Bayern Monaco, JUVENTUS, Bordeaux, Maccabi Haifa.
GRUPPO C - MILAN, Real Madrid, Marsiglia, Zurigo.
GRUPPO E - Liverpool, Lione, FIORENTINA, Debrecen.
GRUPPO F - Barcellona, INTER, Dinamo Kiev, Rubin Kazan.
Sul PUNTO DI PELLEGATTI altre news, collegamenti, interviste a caldo di questa giornata di sorteggi. E guarda gli altri gironi.
Dicevamo: I rossoneri, inseriti nel gruppo C, incontreranno l’ex Kakà! stesse emozioni per i cugini che andranno ad affrontare i campioni d’Europa, caricati dall’arrivo di Zlatan Ibrahimovic!. Urna leggermente più benevola nel proseguo del sorteggio: i rossoneri se la vedranno con l’Olimpique Marsiglia e lo Zurigo, mentre i nerazzurri con la Dinamo Kiev e il Rubin Kazan.
Girone agrodolce per la Juventus, dovendo affrontare l’ambizioso Bayern Monaco, il Bordeaux e il Maccabi Haifa. Anche alla Fiorentina non è andata meglio: inserita nel gruppo E se la vedrà con Liverpool, Lione e Debreceni.
GRUPPO A - Bayern Monaco, JUVENTUS, Bordeaux, Maccabi Haifa.
GRUPPO C - MILAN, Real Madrid, Marsiglia, Zurigo.
GRUPPO E - Liverpool, Lione, FIORENTINA, Debrecen.
GRUPPO F - Barcellona, INTER, Dinamo Kiev, Rubin Kazan.
Sul PUNTO DI PELLEGATTI altre news, collegamenti, interviste a caldo di questa giornata di sorteggi. E guarda gli altri gironi.
domenica 23 agosto 2009
Il Milan c'è!
Se il buon giorno si vede dal mattino e se anche in un campo ostico come quello di Siena il Milan fa il suo dovere e parte vincendo nella prima giornata di campionato, qualche schiarita in casa rossonera c'è. E se i buoni risultati coincidono con le partite che contano ancora meglio. I tifosi possono dormire tranquilli in vista del derby. Indipendentemente da come finirà Inter-Bari.
Ma anche tre anni orsono, quando un certo Shevchenko se ne andò da Milano l'aria che girava non era buonissima all'inizio fra i tifosi rossoneri. Motivo? Se al Milan togli uno dei più forti attaccanti al mondo, in forma smaliante e soprattutto bandiera rossonera, dove si poteva andare a cercare un reale sostituto? Sostituto che non avrebbe mai poi riempito la mancanza di uno come Andry; e comunque non arrivò mai.
Quell'anno esplose Kaka, che senza Sheva fu lui a trascinar la squadra alla vittoria in quel di Atene. Ricordi. E poi il Milan era considerato sempre il Milan.
Certo è che anche in quell'estate si erano fatti errori di valutazione: la squadra ormai indolenzita aveva bisogno di nuova linfa. La società non lo ritenne necessario. Poi il declino.
Sapendo della partenza di qualcun altro giocatore inevitabile essendo in crisi nera sarebbe giovato alla squadra e anche ai malumori dei tifosi. Arrivò comunque Pato.
L'esempio emblematico di come si può uscirne da vincitori dopo una cessione è l'Arsenal. Adebayor praticamente dimenticato e sepolto con un paio di giovani che stanno ora esplodendo dopo che per mesi se ne stavano rintanati ai bordi campo.
Tornando al Milan: le valutazioni della partita post Siena danno comunque atto che forza fresca dietro serve ancora. E non è solo un discorso di mercato. Con tempo, costanza e fiducia nei giovani che cresci(vedi Arsenal)lo scudo per ripartire da trionfatori. Perchè il Milan è sempre il Milan. Ma anche perchè Nesta non potrà esserci sempre, Thiago è in crescita, le fasce decisamente lasciano il tempo che trovano per il momento.
Ed evidente che una solidità vera e propria ancora è difficile da trovare.
Ma il Milan comunque c'è. Leonardo, immagine giovane e uomo motivato ripone la fiducia di tutti i tifosi rossoneri. Poi toccherà a loro....
-il punto di pellegatti-
Ma anche tre anni orsono, quando un certo Shevchenko se ne andò da Milano l'aria che girava non era buonissima all'inizio fra i tifosi rossoneri. Motivo? Se al Milan togli uno dei più forti attaccanti al mondo, in forma smaliante e soprattutto bandiera rossonera, dove si poteva andare a cercare un reale sostituto? Sostituto che non avrebbe mai poi riempito la mancanza di uno come Andry; e comunque non arrivò mai.
Quell'anno esplose Kaka, che senza Sheva fu lui a trascinar la squadra alla vittoria in quel di Atene. Ricordi. E poi il Milan era considerato sempre il Milan.
Certo è che anche in quell'estate si erano fatti errori di valutazione: la squadra ormai indolenzita aveva bisogno di nuova linfa. La società non lo ritenne necessario. Poi il declino.
Sapendo della partenza di qualcun altro giocatore inevitabile essendo in crisi nera sarebbe giovato alla squadra e anche ai malumori dei tifosi. Arrivò comunque Pato.
L'esempio emblematico di come si può uscirne da vincitori dopo una cessione è l'Arsenal. Adebayor praticamente dimenticato e sepolto con un paio di giovani che stanno ora esplodendo dopo che per mesi se ne stavano rintanati ai bordi campo.
Tornando al Milan: le valutazioni della partita post Siena danno comunque atto che forza fresca dietro serve ancora. E non è solo un discorso di mercato. Con tempo, costanza e fiducia nei giovani che cresci(vedi Arsenal)lo scudo per ripartire da trionfatori. Perchè il Milan è sempre il Milan. Ma anche perchè Nesta non potrà esserci sempre, Thiago è in crescita, le fasce decisamente lasciano il tempo che trovano per il momento.
Ed evidente che una solidità vera e propria ancora è difficile da trovare.
Ma il Milan comunque c'è. Leonardo, immagine giovane e uomo motivato ripone la fiducia di tutti i tifosi rossoneri. Poi toccherà a loro....
-il punto di pellegatti-
mercoledì 10 giugno 2009
Qualcuno lo chiamava Kaka.
Eh si, Kaka se n'è ufficialmente andato. In realtà lo si sapeva già da una settimana. Solo che poi le elezioni politiche, il propagandismo in vista delle elezioni, le questioni morali difficili da mandar giù e poi la speranza (poca ma sempre viva) che come l'ultima volta fosse tutto soltanto una bufala facendo mettere in discussione tutto.
Eppure nell'aria comunque c'era già la conferma. Ma così, nella baraonda di verità e finte verità in questi giorni c'è stato il tempo per mettersela intanto un pò via, ripartendo.
D'altronde se poi si va ad analizzare il passaggio (già concordato da mesi) neanche in guadagno c'ha preso il Milan. Ben altri soldi dava il City rispetto a comunque questi tanti altri milioni del Real, non ci sono dubbi.
Ma forse quest'inverno si era cercato di mantenere la pista della moralità ancora buona. O più semplicemente a Kakà il City non piaceva.
Il Real certamente sì. Piace. E il Real c'ha pure guadagnato.
Certo è che ora il Milan dovrà esser così bravo a ricolmare (oltre al debito societario) il vuoto lasciato da un signore, e che signore, venuto dal Brasile da perfetto sconosciuto; il bambino timido ma estroverso che in quel primo suo giorno a Milano in tenuta casual e con occhiali da bravo ragazzo che salutava la folla e prometteva qualcosa di nuovo e bello che poi realmente c'è stato.
L'esordio in amichevole contro la squadra rumena di Zenga, l'esordio con assist alla prima giornata di campionato ad Ancona, quel suo primo gol nel derby, tutti i trionfi compresa la finale di Atene ottenuta grazie a lui, l'Intercontinentale, fino ad arrivare a quel suo ultimo suo gol di Firenze.
I ricordi son tanti.
E' arrivato dicevamo da bambino prodigio e se ne va ormai adulto e vaccinato. Ha vinto al Milan tutto. Portandosi via un'eredità troppo onerosa che non si potrà mai dimenticare. Ma che il Milan non si poteva più permettere evidentemente.
C'è ben altro all'interno della questione Kaka, all'interno di un mondo calcistico italiano un pò in sordina e in crisi, passato di moda e che fa partire ormai tutti i calciatori più forti e indiscutibilmente più ambiti.
C'è forse una morale: e cioè che non sono i giocatori che fanno la differenza, ma le persone. E Kaka ha dimostrato di essere oltre ad un grande giocatore anche una grande persona. Quando accanto all'abilità unica di un giocatore si uniscono la stima reciproca di tutti per la persona quale Kaka è, in situazioni di questo tipo non si può fare altro che decidere per il bene di tutti. Il valore personale ed interiore inestimabile di un giocatore non lo riuscirai a colmare mai con qualsiasi forma di denaro. E quindi bisogna scegliere per il bene della squadra e per il bene delle tasche quale sia la soluzione migliore.
E Kaka ha scelto così. Forse altri hanno scelto per lui, un altro avrebbe scelto magari diversamente, ma va bene lo stesso. Kaka resterà per sempre quel ragazzo di una bontà immensa che ha dato tanto al Milan e che lui stesso non potrà dimenticare.
La storia non lo dimenticherà, ma permettetimi di dire che Kaka o senza Kaka il Milan resterà sempre il Milan.
Si riparte.
Eppure nell'aria comunque c'era già la conferma. Ma così, nella baraonda di verità e finte verità in questi giorni c'è stato il tempo per mettersela intanto un pò via, ripartendo.
D'altronde se poi si va ad analizzare il passaggio (già concordato da mesi) neanche in guadagno c'ha preso il Milan. Ben altri soldi dava il City rispetto a comunque questi tanti altri milioni del Real, non ci sono dubbi.
Ma forse quest'inverno si era cercato di mantenere la pista della moralità ancora buona. O più semplicemente a Kakà il City non piaceva.
Il Real certamente sì. Piace. E il Real c'ha pure guadagnato.
Certo è che ora il Milan dovrà esser così bravo a ricolmare (oltre al debito societario) il vuoto lasciato da un signore, e che signore, venuto dal Brasile da perfetto sconosciuto; il bambino timido ma estroverso che in quel primo suo giorno a Milano in tenuta casual e con occhiali da bravo ragazzo che salutava la folla e prometteva qualcosa di nuovo e bello che poi realmente c'è stato.
L'esordio in amichevole contro la squadra rumena di Zenga, l'esordio con assist alla prima giornata di campionato ad Ancona, quel suo primo gol nel derby, tutti i trionfi compresa la finale di Atene ottenuta grazie a lui, l'Intercontinentale, fino ad arrivare a quel suo ultimo suo gol di Firenze.
I ricordi son tanti.
E' arrivato dicevamo da bambino prodigio e se ne va ormai adulto e vaccinato. Ha vinto al Milan tutto. Portandosi via un'eredità troppo onerosa che non si potrà mai dimenticare. Ma che il Milan non si poteva più permettere evidentemente.
C'è ben altro all'interno della questione Kaka, all'interno di un mondo calcistico italiano un pò in sordina e in crisi, passato di moda e che fa partire ormai tutti i calciatori più forti e indiscutibilmente più ambiti.
C'è forse una morale: e cioè che non sono i giocatori che fanno la differenza, ma le persone. E Kaka ha dimostrato di essere oltre ad un grande giocatore anche una grande persona. Quando accanto all'abilità unica di un giocatore si uniscono la stima reciproca di tutti per la persona quale Kaka è, in situazioni di questo tipo non si può fare altro che decidere per il bene di tutti. Il valore personale ed interiore inestimabile di un giocatore non lo riuscirai a colmare mai con qualsiasi forma di denaro. E quindi bisogna scegliere per il bene della squadra e per il bene delle tasche quale sia la soluzione migliore.
E Kaka ha scelto così. Forse altri hanno scelto per lui, un altro avrebbe scelto magari diversamente, ma va bene lo stesso. Kaka resterà per sempre quel ragazzo di una bontà immensa che ha dato tanto al Milan e che lui stesso non potrà dimenticare.
La storia non lo dimenticherà, ma permettetimi di dire che Kaka o senza Kaka il Milan resterà sempre il Milan.
Si riparte.
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